
La vera scelta non è tra Botox e Filler, ma tra un approccio che “cancella” le rughe e uno che ripristina l’armonia del viso in modo impercettibile.
- I risultati migliori non si ottengono agendo sulla singola ruga, ma trattando zone “dimenticate” (come tempie e linea mandibolare) per un effetto lifting naturale.
- La vera prevenzione non è solo “riempire”, ma stimolare la pelle a produrre il proprio collagene con trattamenti rigenerativi come il microneedling.
Raccomandazione: Il punto di partenza non è scegliere un prodotto, ma affidarsi a un medico per una diagnosi personalizzata che valuti il viso nel suo insieme, per un risultato che La valorizzi senza trasformarLa.
Si guarda allo specchio e la vede. Quella piccola ruga tra le sopracciglia che prima non c’era, o quelle linee sottili ai lati degli occhi che rimangono anche quando non sorride. È un momento che arriva per molte donne tra i 35 e i 50 anni: il primo pensiero di “fare qualcosa”. Subito dopo, però, arriva la paura. La paura di un risultato finto, di un viso gonfio, di non riconoscersi più. Si sente parlare di Botox e di Filler, spesso come se fossero intercambiabili, e la confusione aumenta. Qual è la scelta giusta? Quale darà quel risultato fresco e riposato, senza stravolgere i propri lineamenti?
In qualità di medico chirurgo plastico, la mia prima rassicurazione è che questa preoccupazione è non solo normale, ma è il punto di partenza corretto. Il desiderio di un risultato naturale è il primo indicatore di un approccio sano alla medicina estetica. Spesso si crede che la decisione si riduca a una scelta tecnica: il Botox per le rughe d’espressione e il Filler per riempire i solchi. Questa è una visione superata e incompleta. E se Le dicessi che la vera chiave non sta nello scegliere il prodotto, ma nel cambiare la domanda? La domanda giusta non è “Botox o Filler?”, ma “Qual è la strategia migliore per restituire armonia e freschezza al mio viso, rispettando la mia unicità?”.
In questo articolo, non ci limiteremo a confrontare due sostanze. Insieme, esploreremo una filosofia di trattamento. Vedremo perché l’invecchiamento visibile dipende più dal sole che dagli anni, come trattare le zone “strategiche” che nessuno considera, e perché la sicurezza non è mai un’opzione negoziabile. Il mio obiettivo è darle gli strumenti per un dialogo consapevole con il suo medico, per trasformare la paura in fiducia e la confusione in chiarezza.
Per affrontare questo percorso con la massima trasparenza, analizzeremo insieme i diversi aspetti che conducono a una scelta informata. Dal ruolo della prevenzione ai tempi di recupero, ogni dettaglio è fondamentale per costruire un piano di trattamento che sia davvero su misura per lei.
Sommario: la sua guida a un approccio consapevole alla medicina estetica
- Perché il 90% dell’invecchiamento visibile è causato dal sole e non dall’età?
- Come trattare le zone dimenticate che rivelano la vera età?
- Il pericolo dei filler a basso costo fatti all’estero senza garanzie
- Integratori di collagene o microneedling: cosa funziona davvero per la tonicità?
- Quando pianificare un trattamento viso per non avere segni a un evento importante?
- Perché la tua pelle è sempre rossa nonostante usi creme costosissime?
- Perché la rabbia repressa ti fa venire le rughe glabellari?
- Come migliorare la luminosità della pelle curando l’intestino?
Perché il 90% dell’invecchiamento visibile è causato dal sole e non dall’età?
Prima ancora di parlare di aghi e trattamenti, dobbiamo partire da un dato fondamentale che cambia completamente la prospettiva. Molte pazienti arrivano nel mio studio convinte che le loro rughe siano una conseguenza inevitabile del tempo che passa. La realtà scientifica, però, è diversa. Secondo la Skin Cancer Foundation, il fotoinvecchiamento, ovvero il danno causato dall’esposizione ai raggi UV, è responsabile di circa il 90% dei cambiamenti visibili della pelle. Questo significa che macchie, perdita di elasticità, rughe sottili e texture irregolare non dipendono primariamente dalla sua data di nascita, ma da quante ore di sole ha preso senza un’adeguata protezione.
Capire questo è rivoluzionario e, per certi versi, molto rassicurante. Significa che il fattore più importante dell’invecchiamento cutaneo è in gran parte sotto il nostro controllo. La protezione solare non è solo un consiglio per l’estate, ma il più potente trattamento anti-età che esista. Qualsiasi procedura di medicina estetica, che sia Botox, Filler o microneedling, darà risultati migliori e più duraturi su una pelle protetta e curata. Investire migliaia di euro in trattamenti senza poi applicare un SPF 50+ ogni giorno è come ristrutturare una casa senza riparare il tetto: una fatica inutile. La protezione solare quotidiana è il primo passo non negoziabile per preservare la salute e la giovinezza della sua pelle, oltre a essere la principale forma di prevenzione contro i tumori cutanei.
Come trattare le zone dimenticate che rivelano la vera età?
L’errore più comune quando si pensa a un “ritocchino” è concentrarsi sulla singola ruga che disturba di più: il solco naso-labiale, la “ruga del pensatore” tra le sopracciglia. Questo approccio, però, rischia di creare un risultato innaturale. Un medico esperto non guarda la ruga, ma l’intero viso, e sa che la vera freschezza si ottiene lavorando su zone strategiche che sostengono l’architettura facciale. Sono le “zone dimenticate”, quelle che raramente notiamo allo specchio ma che, svuotandosi, causano cedimenti e ombre che invecchiano il volto più di una singola linea.
Pensiamo alle tempie: uno svuotamento in questa zona fa “cadere” la coda del sopracciglio e appesantisce lo sguardo. Un piccolo ripristino di volume con un filler specifico può donare un effetto lifting a tutto il terzo superiore del viso. Lo stesso vale per la linea mandibolare: con il tempo perde definizione. Trattarla con un filler più strutturato permette di ridisegnare il contorno del viso, restituendo un profilo più netto e giovane. Anche i lobi delle orecchie, che si assottigliano e si allungano con l’età (soprattutto a causa degli orecchini pesanti), possono essere ringiovaniti con una goccia di acido ialuronico, un dettaglio che contribuisce all’armonia generale.

Come può vedere, l’obiettivo non è “cancellare” ma “sostenere”. Non si tratta di aggiungere volume dove non c’è mai stato, ma di ripristinare quello che si è perso con il tempo, in modo discreto e mirato. È proprio questo approccio che permette di ottenere un risultato che gli altri noteranno come un aspetto “più riposato” e “più fresco”, senza mai riuscire a individuare il “ritocco”. Un trattamento di successo è quello che non si vede.
Il pericolo dei filler a basso costo fatti all’estero senza garanzie
In un mondo dove un’offerta allettante è a portata di click, la tentazione di risparmiare su un trattamento estetico può essere forte. Purtroppo, in medicina estetica, un prezzo troppo basso è quasi sempre sinonimo di un rischio molto alto. La sicurezza del paziente è il pilastro su cui si fonda ogni pratica medica etica, e questa non ammette compromessi. È fondamentale capire cosa si nasconde dietro un costo apparentemente vantaggioso. Come sottolinea l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la sicurezza è un diritto che va preteso.
I filler sono dispositivi medici che devono avere marcatura CE e essere approvati dal Ministero della Salute. Chi si affida a personale non medico non solo rischia la salute ma non ha alcuna tutela legale in caso di danni.
– AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, Normativa italiana sui dispositivi medici estetici
Affidarsi a strutture non certificate, magari all’estero, o a personale non medico, significa esporsi a pericoli concreti: prodotti di dubbia provenienza, non tracciabili e potenzialmente non sicuri; condizioni igieniche precarie che possono causare infezioni gravi; e, soprattutto, l’assenza totale di tutela legale in caso di complicanze. Un nodulo, una necrosi cutanea o un’asimmetria possono richiedere interventi correttivi costosi e complessi, vanificando ogni presunto risparmio iniziale. Il costo di un trattamento in una clinica qualificata in Italia non copre solo il prodotto, ma un intero sistema di garanzie: la marcatura CE del dispositivo medico, l’assicurazione professionale del medico, la sua formazione continua, la sterilità dell’ambiente e l’assistenza post-trattamento. Il confronto che emerge da un’analisi dei costi reali in Italia è illuminante.
| Tipo di Struttura | Costo medio filler | Garanzie offerte | Rischi |
|---|---|---|---|
| Clinica certificata Italia | 400-800€ | Marcatura CE, assicurazione, tutela legale | Minimi |
| Medico estetico qualificato | 300-600€ | Tracciabilità prodotto, assistenza post | Bassi |
| Struttura low-cost estero | 100-250€ | Nessuna garanzia verificabile | Elevati |
| Operatore non medico | 50-150€ | Nessuna tutela legale (Art. 348 c.p.) | Molto elevati |
Scegliere un professionista qualificato in Italia non è un costo, ma un investimento sulla propria salute e sicurezza. La sua faccia non è il posto giusto per cercare un affare.
Integratori di collagene o microneedling: cosa funziona davvero per la tonicità?
Parlando di tonicità della pelle, la conversazione si sposta spesso su due fronti: l’approccio “dall’interno”, con integratori di collagene da bere, e l’approccio “dall’esterno”, con trattamenti che stimolano la pelle. Sebbene una buona integrazione possa supportare la salute generale della cute, l’efficacia degli integratori di collagene nel produrre un miglioramento visibile della tonicità è ancora oggetto di dibattito scientifico. La digestione, infatti, scompone le proteine in amminoacidi, e non c’è garanzia che questi vengano poi utilizzati per produrre nuovo collagene proprio dove vorremmo noi.
Dall’altra parte, abbiamo trattamenti medici come il microneedling. Questa procedura, eseguita da un medico con un dispositivo dotato di micro-aghi sterili, crea migliaia di micro-perforazioni controllate sulla pelle. Il corpo reagisce a questo stimolo come se fosse una ferita, attivando un potente processo di rigenerazione naturale. Questa risposta infiammatoria controllata innesca la produzione di nuovo collagene ed elastina, le proteine fondamentali che costituiscono l’impalcatura della nostra pelle, donandole compattezza e turgore. È un modo per “insegnare” alla pelle a rigenerarsi da sola. Gli studi istologici sono chiari: il microneedling medico può portare a un aumento fino al 400% della deposizione di collagene ed elastina nei mesi successivi al ciclo di trattamenti.
Questo non significa demonizzare i filler, che restano insostituibili per ripristinare volumi persi. Significa piuttosto integrare due filosofie: la medicina rigenerativa (microneedling, biorivitalizzazione) che migliora la qualità della pelle e la sua capacità di auto-ripararsi, e la medicina correttiva (filler, botox) che interviene in modo mirato su inestetismi specifici. Costruire una “base” di pelle sana e ricca di collagene rende qualsiasi trattamento successivo più efficace e duraturo.
Il suo piano d’azione: come valutare l’approccio giusto per la tonicità
- Punti di contatto: identifichi gli inestetismi che La disturbano di più (es. perdita di tono generale, rughe sottili, colorito spento).
- Collecta: faccia un inventario dei trattamenti e prodotti che usa. Sono mirati alla stimolazione (es. retinoidi) o solo all’idratazione?
- Coerenza: il suo stile di vita (dieta, fumo, esposizione al sole) supporta la salute della pelle? Confronti le sue abitudini con i principi di una pelle sana.
- Memorabilità/emozione: cosa cerca di più? Un effetto immediato di riempimento (filler) o un miglioramento graduale ma duraturo della qualità della pelle (microneedling)?
- Piano d’integrazione: discuta con il suo medico un piano che possa combinare la rigenerazione (per la base) e la correzione (per i dettagli), stabilendo le priorità.
Quando pianificare un trattamento viso per non avere segni a un evento importante?
Una delle domande più frequenti che ricevo è: “Dottoressa, ho un matrimonio tra due settimane, posso fare un filler?”. La mia risposta, per la tutela della paziente, è quasi sempre “no”. La pianificazione è un elemento cruciale per la riuscita di un trattamento estetico, soprattutto in vista di un evento importante. L’idea di fare un ritocco “last minute” è un mito alimentato da una comunicazione spesso superficiale. La realtà è che il corpo ha bisogno dei suoi tempi per guarire e il prodotto per assestarsi.
Dopo un’iniezione di filler è normale avere un po’ di gonfiore (edema) e, a volte, qualche piccolo livido. Questi effetti collaterali sono temporanei e si risolvono in genere entro 7-15 giorni. Tuttavia, il risultato definitivo non è quello che si vede subito dopo la risoluzione del gonfiore. L’acido ialuronico ha bisogno di integrarsi perfettamente con i tessuti circostanti, un processo che richiede circa 3-4 settimane. Per il Botox, i primi risultati iniziano a vedersi dopo 7-10 giorni, ma l’effetto di massima distensione muscolare si raggiunge intorno alla quarta settimana. Programmare un trattamento troppo a ridosso di una data importante significa rischiare di presentarsi con segni visibili o con un risultato non ancora ottimale.
La strategia migliore è giocare d’anticipo. Se si tratta del suo primo trattamento con filler, l’ideale sarebbe programmarlo 3-4 mesi prima dell’evento. Questo permette di fare la prima seduta, attendere un mese per valutare il risultato e, se necessario, fare un piccolo ritocco che avrà poi tutto il tempo di assestarsi. Per un semplice ritocco o per il botox, 2-3 settimane prima possono essere sufficienti, ma un mese è sempre la scelta più sicura. Un consiglio pratico è, se possibile, programmare il trattamento di venerdì pomeriggio, per sfruttare il weekend per il recupero iniziale. La pazienza, in medicina estetica, è la migliore alleata di un risultato impeccabile.
Perché la tua pelle è sempre rossa nonostante usi creme costosissime?
A volte, la preoccupazione principale non è la ruga, ma un rossore diffuso e persistente, una sensazione di pelle che “tira” e reagisce a ogni stimolo. Molte donne investono in creme costose e lussuose, sperando di risolvere il problema, ma spesso non fanno che peggiorarlo. Pelli sensibili o affette da condizioni come la rosacea non hanno bisogno di formulazioni ricche e complesse, ma di un approccio “less is more”. Profumi, oli essenziali e un numero eccessivo di attivi possono irritare una barriera cutanea già compromessa, alimentando l’infiammazione e il rossore.
Il primo passo è semplificare la routine, scegliendo prodotti da farmacia specifici per pelli intolleranti, con pochi ingredienti e senza profumo. Ma la medicina estetica può offrire soluzioni innovative anche in questo campo, andando oltre la cosmetica. Un approccio interessante, e spesso sconosciuto, è l’uso del “micro-botox” o “meso-botox”. Si tratta di iniettare dosi infinitesimali di tossina botulinica a livello molto superficiale (nel derma, non nel muscolo). Questa tecnica non ha lo scopo di bloccare i muscoli e spianare le rughe, ma di agire sulle ghiandole sebacee e sui piccoli vasi sanguigni superficiali. Come spiega il Dott. Danilo Di Giovanna, questo può portare a una significativa riduzione del rossore e dell’infiammazione tipici della rosacea.
Questo dimostra ancora una volta come la scelta non sia semplicemente tra Botox e Filler, ma tra una vasta gamma di protocolli medici che devono essere personalizzati in base a una diagnosi precisa. Trattare una pelle sensibile richiede un’estrema cautela: prima di qualsiasi procedura è fondamentale che la pelle sia in una fase di calma, non infiammata. Si testa sempre il prodotto su una piccola area e si procede con gradualità. Anche in questo caso, l’obiettivo non è stravolgere, ma restituire comfort e uniformità all’incarnato.
Perché la rabbia repressa ti fa venire le rughe glabellari?
La “ruga del leone” o glabellare, quella linea verticale tra le sopracciglia, è una delle prime a comparire e una delle più richieste da trattare. È una ruga prettamente dinamica, causata dalla contrazione ripetuta dei muscoli corrugatori, che attiviamo quando siamo concentrati, arrabbiati o infastiditi dalla luce. Il trattamento d’elezione per questa zona è la tossina botulinica, che rilassa selettivamente questi muscoli, impedendo il movimento che crea la ruga. Nelle pelli giovani, dove la ruga è visibile solo durante la contrazione, si parla di “Baby Botox”, un approccio preventivo con dosaggi minimi che serve a “educare” il muscolo a contrarsi meno, prevenendo la formazione del solco permanente. L’effetto di un trattamento preventivo dura in media dai 3 ai 6 mesi.
Ma l’aspetto più affascinante del trattamento alla glabella va oltre la semplice estetica. Si lega a una teoria chiamata “facial feedback hypothesis”. Questa teoria suggerisce che le nostre espressioni facciali non solo comunicano le nostre emozioni agli altri, ma le influenzano anche a livello interno. In altre parole, aggrottare le sopracciglia può farci sentire più arrabbiati o stressati. Studi recenti hanno osservato un fenomeno interessante: pazienti trattati con botox alla glabella riferiscono spesso di sentirsi più sereni e meno irritabili. L’impossibilità fisica di corrugare la fronte sembra inviare un segnale di “calma” al cervello.
Trattare quella ruga, quindi, non è solo un gesto di vanità. Può diventare un piccolo “reset” neuro-sensoriale, un modo per interrompere un circolo vizioso tra un’emozione negativa e la sua espressione fisica. Questo non significa perdere espressività; un trattamento ben eseguito permette ancora di esprimere sorpresa o altre emozioni, ma modula selettivamente il muscolo responsabile di un’espressione negativa. È un esempio perfetto di come la medicina estetica, quando usata con intelligenza e misura, possa contribuire a un benessere più profondo.
Da ricordare
- Il primo e più potente anti-età non è un trattamento, ma l’uso quotidiano e costante di una protezione solare SPF 50+, responsabile della prevenzione del 90% dell’invecchiamento visibile.
- La sicurezza è un fattore non negoziabile: affidarsi solo a medici qualificati e a prodotti con marcatura CE in Italia è un investimento sulla propria salute che previene rischi gravi.
- Un approccio moderno integra la medicina rigenerativa (es. microneedling per stimolare il collagene) con quella correttiva (filler/botox), per migliorare la qualità della pelle e non solo riempire le rughe.
Come migliorare la luminosità della pelle curando l’intestino?
Siamo giunti alla fine del nostro percorso, e vorrei concludere aprendo una finestra su una dimensione ancora più profonda della bellezza: quella che viene da dentro. Possiamo avere a disposizione i migliori trattamenti, ma una pelle veramente luminosa e sana è lo specchio di un corpo in equilibrio. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha messo in luce la straordinaria connessione tra il nostro intestino e la nostra pelle, il cosiddetto “asse intestino-pelle”. Un microbiota intestinale (la comunità di batteri “buoni” che vive nel nostro intestino) sano ed equilibrato è fondamentale per tenere a bada l’infiammazione sistemica, che è una delle cause principali di problemi cutanei come acne, eczemi, e invecchiamento precoce.
Una dieta pro-infiammatoria, ricca di zuccheri raffinati e cibi processati, può alterare questo equilibrio, favorendo uno stato di infiammazione cronica che si riflette inevitabilmente sulla qualità della pelle, rendendola più spenta, reattiva e incline a invecchiare più velocemente. Al contrario, un’alimentazione ricca di cibi antinfiammatori, come la dieta mediterranea, nutre il nostro microbiota e, di conseguenza, la nostra pelle. Alimenti come yogurt e kefir (probiotici), frutta e verdura di stagione (antiossidanti), pesce azzurro (omega-3) e olio extravergine d’oliva (grassi sani) sono i migliori alleati per una pelle radiosa.

Questo approccio olistico non sostituisce la medicina estetica, ma la completa. Un corpo sano è la tela migliore su cui un medico può lavorare. Curare l’alimentazione, gestire lo stress e proteggersi dal sole sono i pilastri su cui costruire un percorso di bellezza che sia non solo efficace, ma anche sostenibile e rispettoso del proprio benessere generale. La vera bellezza non è assenza di rughe, ma un’espressione di vitalità e salute, a ogni età.
Il percorso che abbiamo fatto insieme Le ha mostrato che la medicina estetica è un mondo complesso e affascinante, molto più ricco della semplice scelta tra un prodotto e l’altro. Il prossimo passo non è decidere da sola cosa “Le serve”, ma trovare un professionista etico e qualificato che sappia ascoltarLa. È attraverso una diagnosi personalizzata e un dialogo onesto che si può costruire un piano di trattamento che La valorizzi, che rispetti la sua unicità e che La faccia sentire semplicemente la versione migliore di sé stessa, serena e in armonia.