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“Bacon’s arena” la vitarte di Francis Bacon nel documentario di Adam Low

Published on ottobre 7th, 2012

La vita è l’arte! L’arte è la vita! Sono inscindibili nell’esistenza del pittore Francis Bacon. Uomo dalla personalità complessa almeno quanto le sue opere, dublinese di nascita ma londinese d’adozione trascorse la sua esistenza seguendo le sue passioni e i suoi amori.

Il documentario del regista Adam Low, con le musiche di Brian Eno, descrive attraverso testimonianze, rari filmati d’archivio e interviste al pittore irlandese, il percorso esistenziale e artistico di uno dei geni del ‘900. Il maestro della cosiddetta Nuova Figurazione Inglese, per molti aspetti erede di Goya e Picasso, è riuscito meglio di chiunque altro a rappresentare divinamente la bellezza nella bruttezza, a sprigionare la sua grandezza nella rappresentazione di volti scarni e corpi deformati, a cogliere la vera essenza dell’uomo contemporaneo attraverso la ricerca dolorosa e mai remissiva della più nascosta intimità delle persone.

Intimo indagatore esistenziale, anima maledetta, spesso solitaria, pochi l’hanno visto all’opera durante l’atto della creazione, ha dato luce al suo corpo e soprattutto a quelli dei suoi amanti rappresentandoli in una decomposizione unica, che racchiude in una cruda drammaticità la disperazione e il desiderio di liberazione. Nonostante non lo dimostrasse apertamente, Bacon non era sempre felice. Passava le sue giornate nello studio di South Kensington circondato da montagne di vernice, ossessionato dal dramma esistenziale e dalle sue tele. Violenza, sesso e solitudine emergono nelle figure deformi, malate, mutilate, senza dio, sconfitte dal dolore e dalla paura. Opere che fanno di Bacon il maestro della defigurazione, della deformità.

La violenza delle sue opere ha sempre destato curioso interesse in molti, forse perché attraverso la sua sensibilità oscura, in ogni suo dipinto è possibile leggere una denuncia alle ipocrisie e alle finzioni della nostra società.

T.iG.er

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