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5pointz: il MOMA dei graffiti

Published on agosto 28th, 2012

Benvenuti nel più grande complesso dedicato alla Graffiti Culture: 5 Pointz. Considerata la mecca dei writers, con quasi 20 mila metri quadrati di spazio disponibile, è un vecchio complesso industriale, all’estrema periferia di Long Island, nel Queens, dove da un quarto di secolo si danno appuntamento i virtuosi della bomboletta spray. Qui disegnare sui muri non solo è legale, ma è diventata un’attrazione turistica e una forma di arte ufficialmente riconosciuta. Il nome 5Pointz, simboleggia l’incontro dei cinque quartieri in un unico luogo, ma le influenze e i contributi che da tutto il mondo hanno rivestito questi muri lo rendono un punto d’incontro internazionale. È uno spazio libero ed autogestito dove moltissimi artisti vengono a realizzare le proprie opere. Non solo arte urbana ma anche impegno sociale. Dal 2001 Jonathan Cohen, in arte Meres, gestisce questo posto cercando di regolare l’uso degli spazi, per trasformare un ex magazzino in un museo a cielo aperto, pensando di poter realizzare, insieme al 5pointz collective, una sorta di “Moma dei graffiti”. Egli riceve direttamente i progetti e ne dà l’approvazione, stabilendo dove e quando dipingere, quando: nessuno può fare un disegno se non ha il suo permesso.

Meres ha fatto in modo che la struttura diventasse qualcosa di più che un luogo di sbandati, ma un collage vivente di murales, arte e creatività, dove i muri prendono vita, cambiando aspetto quasi ogni giorno, quando le vecchie opere vengono coperte da altre più nuove. Al 5 Pointz hanno lasciato il  segno, o il loro tag, quelli che oggi sono considerati grandi maestri della bomboletta: da Stay High 149 a Tracy 168, da Cope2 a Tats Cru. Negli ultimi 25 anni, si sono ritrovati lì, davanti a quei muri immacolati ed insignificanti, a dare libero sfogo alla loro fantasia, trasformandoli in tele urbane ricche di colore e creatività.

Ma l’arte è nulla di fronte al profitto a meno che essa stessa non possa essere venduta: così la Mecca dei graffiti rischia di essere demolita nel 2013, a seguito della vendita del complesso. Noi ci auguriamo che resti in piedi ancora per molto e che continui a vivere con tutto il suo splendore artistico urbano.

Marianna Colagrande

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