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“E’ necessario” di Diego Mancino

Published on aprile 16th, 2012

Bruciare di rivoluzione. C’è un fuoco che continua ad ardere, c’è una luce al led inesauribile che illumina il cammino per le strade di Nuova York. Ribaltare il concetto di canzone tradizionale è un’ impresa ardua, ma Diego Mancino ci riesce perfettamente in alcuni brani del suo nuovissimo album: “E’ necessario”. I beats di DJ Myke improntano elettronicamente le undici tracce e lontano dai compromessi del mass media system, Diego sembra a suo agio in raffinati voli che solo i suoi versi sanno cristallizzare e il suo inconfondibile timbro sanno evocare.

Ipnotico, contemporaneo, le emozioni si srotolano su scale melodiche del pianoforte per poi sprofondare in elettroniche alchimie. Soffermarsi per ascoltare è importante. Andare nel profondo delle cose per scorgere perle rare è il difficile compito di personalità uniche come quelle del cantautore milanese. Quel che emerge nell’album è la sensibilità di un artista che riesce a captare e descrivere tutto il mondo attorno, emozionando. Amore, libertà, cronaca e politica un po’ come in “Sexy” e “L’estate di domani”.

Per gli amanti dei clichè, il disco è definibile “Elettro pop”, ma immergendoci nelle raffinate musicalità e nell’eleganza dei suoi versi, ogni gabbia cade e l’ascolto si fa puro. Nel caos c’è una quiete. Nell’immobilismo si riflette la dinamicità. Ci sono scale da salire a fatica, ma in fondo non pretendiamo tanto: un lavoro, una casa e la libertà dei sentimenti … e se ascolti loro lo sai … che basterebbe poco, ma si fan vive le paure e … le speranze si affievoliscono come schioppettii di una presa elettrica difettosa che al tocco ci scuote leggermente, ma ci carica di vitalità necessaria per guardare avanti e andare oltre. La linfa del cantautorato contemporaneo ha bisogno di Cantautori come Diego Mancino … e può sembrare banale, ma “E’ necessario”.

T.iG.er

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