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Hipster, una subcultura fashion

Published on marzo 9th, 2011

La moda hipster non ha mai smesso di entusiasmare, si è continuamente adattata ai tempi e alle nuove avanguardie culturali e sociali. Prende il nome da una tendenza, nata negli anni ’40, che designava coloro che si ispiravano alla musica jazz americana. La rivista Time in un articolo del 2009 scrisse: “Prendete un maglione della nonna, i RayBan di Bob Dylan, aggiungete jeans corti e Converse All-Stars“.

Gli hipsters del terzo millennio hanno idee da cool-ambient, ma guai a chiamarli radical chic, amano mischiarsi alla massa ma non riconoscersi in essa, si ritagliano spazi personali di scelta e di pensiero, sono di ogni età, usano oggetti che gli capitano a tiro (bicicletta, casco, cappelli, occhiali da sole) che diventano parte integrante del loro look e proprio modo di essere. Cercano “la real life” e hanno letto Kerouac, la beat generation, gli esistenzialisti e magari in questi anni leggono Philip Roth. Sono modaioli anche se cercano di nasconderlo; hanno uno spiccato gusto per l’arte ma si riconoscono più nell’ambiguità che in un definito stile contemporaneo.

I capi d’abbigliamento che indossano sono vari e tutti elegantemente miscelati: t-shirt bianche, camicie nere smanicate, grandi occhiali da vista e da sole, pantaloni attillati, cappelli, sciarponi….

L’icona moderna dell’hips può essere considerato Johnny Deep col suo stile svagato e sempre cangiante, un po’ fuori moda anche se molto ricercato, mentre tra le modelle “hipsters” troviamo Agnes Deyn, Alexa Chung e Kate Moss.

Alcuni dicono che hipsterism fetishizes the authentic (l’isteria feticizza l’autentico), come quelli che nel periodo del dopoguerra erano beat, hippie, punk o grunge e attingevano capi e oggetti dai negozi delle diverse etnie ricreando sulla propria pelle un melting pot stilistico sempre riconoscibile e originale;

In sintesi si può forse affermare che la tendenza hipster vuole solo rappresentare un gruppo di persone che fà del look e del fashion un modo per esprimere la propria identità complessa e non oggettivabile in un unico modello di consumatore.

vl

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