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Omar Galliani, il codice degli angeli

Published on febbraio 25th, 2011

Cosa hanno in comune i ritratti di Omar Galliani e le opere del Bernini? L’accostamento non sorprende! La capacità di osservazione, la grazia e l’aderenza al vero che il Bernini scolpiva-ritraeva nei suoi busti-ritratti è riconoscibile nelle opere di Galliani. La capacità di cogliere intime inclinazioni spirituali ed eternizzarle durante l’estasi di un momento è verosimilmente naturale nei capolavori dei due artisti.

Riconosciuto all’estero come uno dei maggiori protagonisti dell’arte italiana contemporanea, Omar Galliani ha partecipato a tre edizioni della Biennale di Venezia ed ha esposto in diversi musei d’arte moderna del mondo (Cina, Giappone, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, India, Francia, Portogallo, Ungheria, Repubblica Ceca). Basti pensare che nel 2005, all’Archivio di Stato di Torino nell’ambito della mostra Grande Disegno Italiano, un sua opera (grafite su pioppo), è stato confrontata con il volto dell’angelo preparatorio della “Vergine delle rocce” di Leonardo, esposto alla Biblioteca Reale.

Il raffinato maestro internazionale di disegno è titolare della cattedra di pittura all’Accademia delle Belle Arti di Carrara ed è esponente di spicco del gruppo degli “Anacronisti” e del “Magico Primario”.

Virtuoso del disegno rappresenta le donne del nostro tempo: aggressive, androgine, longilinee, donne patinate, estasiate, nuove sante nelle folle metropolitane, modelle di una nuova società consumistica; le scorgi per un attimo in sguardi indiscreti, misteriosi e poi svaniscono nel nulla, perché hanno le ali e sanno volare e poi le ritrovi come santificati angeli liberi, ma sofferenti in cui evidenti sono i segni sacri della conquistata indipendenza e lo struggimento dei conflitti tra zone d’ombra e di luce. Il contesto d’azione è un contrasto, alieno, di colore blu, giallo, rosso, grigio.

T.iG.er

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