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Non voglio che Clara

Published on febbraio 24th, 2011

non-voglio-che-clara-pop-d'autoreAttese non deluse alla casa 139 per il concerto dei “Non voglio che Clara”. La band ti trascina in un mondo di riscoperta di amori passati e vissute ansie della quotidianità come nei brani tratti dell’ultimo album “Dei Cani” del 2010.

I NVCC dal vivo si ritraggono in meandri di penombra per poi riapparire in malinconiche luci, come a ricordare esperienze vissute dalle quali fuggire. Si vedono struggersi in amori non appagati e soli come cani abbandonati nella visione della realtà.

Atmosfere e sonorità baustelliane ti investono  in “Le guerre” e “L’inconsolabile”, del resto il sound di De Min e compagni è fatto di chitarre, piano e voce. I “Non voglio che Clara” sembrano ricercare la propria identità ne“Gli anni dell’università”, durante “L’estate” di rivolte, di perduti ed effimeri amori senza cane né lavoro e arrivare alla conclusione consapevoli che “c’è un tempo buono anche per ambire ad un tempo migliore” con “La stagione buona”.

La band esordisce nel 2004 con” Hotel tivoli”, ma è nel 2006 con l’album omonimo che conquistano una certa schiera di fan della scena cantautoriale italiana; quella stessa che ama il lirismo e il romanticismo degli intramontabili Paoli, Tenco, Bindi, Ciampi, Modugno. Parliamo di canzoni d’ispirazione fine ‘60, ma con un angoscia e malinconia tutta moderna, esistenziale, psicoautoanalitica. Un sound che lascia intravedere vitalità nascoste proprio come nelle registrazioni dell’album “Dei Cani” coprodotto con Giulio Favero del “Teatro degli orrori” in cui si notano le nuove sonorità introdotte dalle collaborazioni con Port Royal, Diana Tejera, Nicola Manzan, Mia Julia Schettini. Un album per scaldarsi alla luce di un falò nella solitudine di una spiaggia d’estate.

T.iG.er

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