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Carla Accardi, segno e trasparenza

Published on febbraio 16th, 2011

Il museo Carlo Bilotti, sito in villa Borghese a Roma, ospita, oltre alla mostra permanente, una retrospettiva molto interessante sull’artista e pittrice Carla Accardi. L’esposizione stabile comprende quadri di De Chirico, un Wharol e altre opere d’arte che facevano parte della collezione privata di Bilotti: imprenditore italiano dedito e appassionato di arte. Sono esposti circa una trentina di quadri tra i quali spiccano “Mobili nella stanza” e “Orfeo Solitario” di De Chirico.

Fino al 27 Febbraio sarà in esposizione la retrospettiva della Accardi intitolata “Spazio, Ritmo e Colore”. I quadri hanno dei titoli enigmatici: bianco su sfondo nero, viola su oro…come se vogliano significare proprio quello che la visione suscita, cioè enigmaticità. Sembra di guardare superfici senza senso, con linee immaginarie che pian piano catturano l’attenzione dando vita, quasi, ad una forma inconscia di visione.

I quadri esposti sono pochi, ma bastano a immergere la mente in un’esperienza sensoriale avvolgente; ci sono dei riflessi dell’arte cubista di Picasso ma anche di una nuova simbologia moderna che si svela allo spettatore. I quadri risalgono agli anni ’60 ma sembrano della nostra epoca. Linee svagate, pennellate disordinate, cerchi ludici e corpi voluttuosi. Numeri, codici, forme disperse, sensi velati e ambigui. Maschere e orizzonti da esplorare. Disegni che appena appaiono familiari all’occhio umano subito si disperdono nel non-sense. Cosa c’è di più affascinante nell’arte che cogliere nelle pennellate significati polisemici. Pennellate perfette, quasi nervose, ma che ci svelano un’intimità densa, passionevole e solitaria. Fino al dipinto “Grande Bianco su sfondo nero”; quadro finale che introduce al linguaggio dell’Accardi, minimale eppur spinto fino all’estremo. Lettere dinamiche, sguardi attraenti, forme che quando sembrano schiarirsi subitaneamente tornano nell’oscurità del nero.

Alcune opere sono presentate per la prima volta a Roma e, oltre ai quadri, sono esposte anche installazioni luminose: un “Pavimento in feltro” posizionato al pian terreno del museo ed una serie di ceramiche poste lungo la scala di accesso al piano superiore dell’Aranciera. Si possono ammirare, così, i disegni delle ceramiche, che ricordano i quadri stessi, e che nel complesso si armonizzano con la struttura architettonica del museo.

Vito Lopriore

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