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Pi Greco, il teorema del delirio

Published on dicembre 29th, 2010

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“la matematica è il linguaggio della natura; ogni cosa esistente può essere rappresentata e spiegata attraverso i numeri; ogni evento è prevedibile e segue uno schema ben preciso.”

Il continuo tentativo di ricerca di un sistema in grado di spiegare ogni fenomeno conduce Maximillian Cohen, genio matematico che soffre di continue emicranie causate dall’aver guardato direttamente il sole a sei anni, a scoprire cosa si nasconde nella sequenza di cifre del Pi Greco.

Il Pi Greco, numero magico e la ricerca di uno schema che gli permetta di predire le quotazioni in borsa diventano un’ossessione per Max che lo portano a rischiare la propria vita e ad essere ricercato da azionisti di Wall Street che desiderano rubare i risultati delle sue ricerche per i propri affari. La storia diventa interessante quando il pensiero razionale di Max si scontra con il misticismo cabalistico e le credenze ebraiche di un ebreo ortodosso seguace della Torah. Alla fine Max scopre che il Pi Greco non può essere compreso dal genere umano, è un numero divino che conduce alla pazzia coloro che cercano di decifrarlo. Il suicidio diventa la strada per uscire dal tormentato tunnel, così, ibero da ogni ossessione si ritroverà a meditare su una panchina di un parco-paradiso senza riuscire a calcolare il risultato della divisione di 748 per 238.

Innovativa e temeraria, la pellicola di Darren Aronofsky, al suo primo film è stilisticamente vicina a opere di David Cronenberg e David Lynch; allucinato, paranoico, angosciante, con un montaggio altamente cinetico, girato in 16 mm, con una fotografia in bianco e nero ad alto contrasto ed una colonna sonora elettronica (techno, drum ‘n bass) firmata da Clint Mansell e con sequenze ritmiche di Orbital, Aphex twin, Massive Attack, Gus Gus, Spacetime continuum. Lo stile molto ricercato e singolare è accompagnato da una trama avvincente in cui il tema principale è incentrato sul rapporto tra la potenza della natura e l’incapacità dell’uomo di contrastarla. Altro interessantissimo messaggio del film si basa sul concetto che ogni azione intrapresa dal genere umano conduce ad un risultato sempre diverso a causa dei fattori imprevedibili e incalcolabili, proprio come avviene durante una partita al goban (tavolo da gioco giapponese simile ad una scacchiera) dove l’equilibrio iniziale del nulla (goban vuoto) viene spezzato da ogni mossa del giocatore che influisce sulla partita con nuovi e diversi sviluppi.

P.S. – Pi Greco, il teorema del delirio è stato premiato all’Indipendent Spirit Award per la migliore sceneggiatura d’esordio ed ha riscosso un buon successo di critica al Sundance Film Festival. Alcuni aspetti simili della forma e della regia si ritrovano in “Requiem for a dream” (secondo film di Darren Aronofsky), e in “The Fountain - L’albero della vita”.

T.iG.er

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