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Jamie Cullum

Published on dicembre 29th, 2010
Jamie Cullum

Jamie Cullum

Il calore, l’intimità e la dolcezza di alcuni momenti racchiusi in “Pursuit” di Jamie Cullum, genio del pianoforte che fonde sonorità jazz, pop, blues e funky, nella sua quinta opera, la più eclettica e contaminata.

Ispirato dal romanzo di Nancy Mitford “The Pursuit of Love”, l’album è una ricerca della vita, metafora del viaggio di ricerca di stili e nuove estetiche musicali a cui ogni musicista aspira, proprio come quelli che lo stesso Cullum ammira: Miles Davis, Tom Waits, Steely Dan.

Pianista e cantante di talento, conquista chiunque senza distinzione (apprezzato nei circuiti underground come i quelli commerciali), inizia la sua ricerca suonando in pub e locali in giro per l’Europa, per poi approdare nei maggiori jazz festival inglesi dove, viene a contatto con diversi jazzisti tra cui, il bassista Geoff Gascoyne e il batterista Sebastiaan de Krom, con i quali pubblica senza nessuna distribuzione, né promozione “Jamie Cullum Trio – Heard it all Before“, un lavoro che vende 700 copie esclusivamente durante i concerti di presentazione.

Di Cullum se ne sente parlare, un vociare che arriva alle major che fanno a gara per produrlo. Ed ecco nel 2003 arrivare la svolta con la Universal Music che dopo l’autoproduzione di “Pointless Nostalgic” (2002), gli offre un contratto da un milione di sterline. Niente male per il ragazzo dell’Essex che rifiuta la carriera musicale accademica per suonare standard jazz in chiave pop.

Apprezzatissime le sue cover, “Umbrella” di Rihanna, “Not while I’m around” di Todd Sweeney, “Everlasting love”, che Cullum ha riarrangiato per il secondo capitolo della saga di Bridget Jones, ma anche “Frontin’” di Pharrell Williams e “High & Dry” dei Radiohead, e poi “Wind Cries Mary” di Jimi Hendrix, “Lover, You Should Have Come Over” di Jeff Buckley e “Singin’ In The Rain” che vanno assolutamente gustate nell’unico album jazz della storia vincitore del disco di Platino in sole sei settimane: “Twentysomething“; registrato interamente live e in analogico, l’album raccoglie tutta l’abilità di Cullum nel riproporre classici in chiave moderna.

Intimista, dotato di un’energia e un calore particolare Jamie Cullum, è l’esempio vivente di come il jazz possa coinvolgere, al di là di ogni dogma stilistico, ogni tipo di ascoltatore e contaminarsi di diverse forme musicali (soul, blues, hip hop, rock, rap, funky, drum’n'bass, elettronica) riscuotendo notevoli successi.

T.iG.er

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